Nichi Vendola candida una transessuale alle regionali
ITALIA, Politica, schermo giovedì, marzo 4th, 2010
Nichi Vendola, governatore uscente e candidato per la regione Puglia, uno dei politici piĂą attivi nel campo dei diritti civili per le persone LGBT, dopo aver superato gli scettici della sinistra italiana che volevano farlo fuori, ha deciso di fare una mossa importante e di grande rilievo. Ha candidato la transessuale quarantasettenne Luana Ricci nella sua lista “La Sinistra e l’ambiente”.
Molti di noi conoscono già la storia travagliata di Luana, nata come Marco della Gatta: diplomata in pianoforte e musica jazz, oltre ad essere una compositrice e insegnante di musica conosciuta e rispettata anche a livello internazionale, fino a poco tempo fa svolgeva il ruolo di organista e direttrice del coro della cattedrale di Lecce. Tutto si complica quando nella diocesi pugliese scoprono il suo “segreto”; la chiesa decide di estrometterla immediatamente e i pochi sacerdoti che cercano di aiutarla vengono dissuasi dal farlo. In compenso, Luana riceve l’appoggio della comunità LGBT locale e nazionale. Nichi Vendola ha in mente grandi progetti per lei in caso di vittoria; non è infatti escluso che le affidi un assessorato ai diritti civili.
Le parole di Luana sono sincere e riflettono la sua esperienza personale, dolorosa e piena di incomprensione. Ma come ha dichiarato lei stessa, con questa candidatura e con la rinata voglia di mettersi in gioco e aiutare i “diversi” per lei è cominciato “un nuovo percorso”:
“Non ho mai svolto attivitĂ in campo politico, se non durante gli anni adolescenziali nei gruppuscoli di attivisti del liceo scientifico che frequentavo. Però ho sempre coltivato l’impegno nel sociale, sentendomi comunque di sinistra e condividendo valori fondanti. In primo luogo il rispetto per ogni persona, specie per quel genere di persone considerate dal pregiudizio comune “diverse”. Come i trans, ad esempio. Se eletta affronterei le problematiche che provengono dal basso, dal sociale, portando avanti l’idea che solo uno sviluppo culturale, di mentalitĂ , può far crescere la democrazia che di riflesso favorisce la crescita sociale. Che deve cominciare dalle scuole, dove un’informazione corretta risolve giĂ in partenza questioni che poi appariranno insormontabili. L’impegno nel sociale rimarrĂ invariato, se la mia candidatura non approderĂ a nulla. Comunque, per me è cominciato un nuovo percorso”.
Queste elezioni del 28-29 marzo, in cui saranno chiamati alle urne milioni di italiani, saranno un banco di prova importante per la nostra politica troppo spesso minata dagli scandali e da una disillusione che serpeggia in tutta la società . Sta proprio ai candidati dimostrare il contrario, cioè che un rinnovamento della politica è possibile e che la strada verso il riconoscimento dei nostri sacrosanti diritti, tuttora negati, è quanto mai praticabile e spianata.
Via – queerblog
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