La Gran Bretagna concede asilo all’attivista lesbica iraniana Kiana Firouz
10, CULTURA, Personaggi Gay venerdì, giugno 18th, 2010
Kiana Firouz, l’attrice e attivista lesbica di cui vi avevamo parlato qualche settimana fa, ha finalmente ottenuto asilo definitivo nel Regno Unito, paese dove si era rifugiata dopo essere fuggita dall’Iran nel 2008. Kiana – che recentemente ha realizzato un cortometraggio sulla condizione degli omosessuali in Iran – prendendo parte alle scene del film “Cul de sac”, rischiava la deportazione in Iran, dove gli omosessuali rischiano anche la pena di morte. Quello di Kiana Firouz è stato un vero e proprio calvario: l’Home Office britannico e il giudice di primo grado avevano, infatti, rifiutato la richiesta di asilo, e l’allarme per la vita in pericolo della giovane iraniana era stato lanciato qualche settimana fa dal Gruppo EveryOne, con la mobilitazione di alcuni membri del Parlamento europeo e il subitaneo appello alla Border Immigration Agency e al Governo britannico.
“In seguito al nostro appello a istituzioni e autorità europee, altre organizzazioni, tra cui Amnesty International, Certi Diritti e Arcigay, avevano amplificato la nostra voce, contribuendo a divulgare il caso”, dichiarano i co-presidenti di EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Ancora una volta, grazie all’intervento dell’attivismo, trionfa la politica dei diritti umani e un’altra vita è salva dalla persecuzione in Patria. Nonostante il difficile clima intimidatorio che, soprattutto in Italia, ci ostacola nel nostro lavoro quotidiano, ” aggiungono gli attivisti, “campagne vittoriose come questa ci inducono ad andare avanti a testa alta, certi che la via dei diritti umani, del dialogo e della salvaguardia di ogni essere umano siano superiori a ogni violenza, ogni minaccia, ogni persecuzione”.
L’Iran, ancora più che l’Italia, è il paese dei paradossi in questo campo: l’omosessualità è vietata, ma se un giovane si dichiara gay e ha la controfirma dei genitori può evitare di fare il servizio militare, che è obbligatorio per due anni nel paese asiatico; alle coppie eterosessuali è fatto divieto prendere una camera in albergo se non mostrano regolare certificato di matrimonio, mentre per due uomini non serve presentare alcun tipo di documentazione; l’omosessualità è punita severamente, ma in Iran si può cambiare sesso e la mutua paga il 25% delle spese mediche per affrontare le operazioni chirurgiche.
Via – Panorama
Short URL: http://gaymagazine.it/?p=7466








[...] qualsiasi persecuzione. Poche settimane fa c’eravamo occupati del caso dell’attivista lesbica Kiana Firouz, che dopo una battaglia legale aveva ottenuto l’asilo politico in Gran Bretagna, e recentemente [...]