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Nell’indifferenza dello stato, i sindaci di Napoli e Pisa onorano il mondo gay

Mentre i deputati e i senatori sono impegnati nelle solite baruffe e nella prenotazione delle loro lunghe vacanze estive, ci sono due sindaci che si sono impegnati in prima linea per ridare dignità e soprattutto visibilità alla “questione omosessuale” nel nostro paese, in cui i doveri sono tanti, ma i diritti sono quasi inesistenti e dove l’ondata di violenza omofobica e trans fobica sta allarmando tutta la nostra comunità che ormai si sente ben poco al sicuro.

iervolinoIl sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, insieme al vicesindaco Sabatino Santangelo, è finita nell’occhio del ciclone per la sua partecipazione al Gay Pride nazionale del 26 giugno e per le sue dichiarazioni impegnative, da cattolica laica quale è, a favore degli omosessuali: “La Napoli che oggi sta sfilando è quella della Resistenza, delle Quattro Giornate”. Le critiche, quanto mai feroci ed inaspettate, sono arrivate da più parti dal mondo politico italiano, ma è il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi quello più infuriato:

 “Ancora una volta i cattolici del centrosinistra tradiscono i valori nel nome dell’opportunismo. Un conto e’ la tutela dei diritti della persona umana, altro e’ il rozzo tentativo di dare dignità legislativa a famiglie costituite contro il diritto naturale. Le parole della Jervolino dimostrano per l’ennesima volta quanto di profondamente incoerente e giustificabile solo per la conservazione delle singole poltrone, sia il definirsi cattolici nello schieramento di centrosinistra”.

filippeschiGay Magazine è orgogliosa di avere la sede a Pisa, in una delle cittĂ  italiane piĂą tolleranti e da sempre attenta ai bisogni e alle richieste dei cittadini omosessuali. Proprio per suggellare questo patto di concordia tra comunitĂ  lgbt e Comune, ieri mattina il sindaco Marco Filippeschi ha voluto onorare la giornata mondiale per l’orgoglio omosessuale indossando la fascia da primo cittadino con i colori dell’arcobaleno anzichĂ© con il tradizionale tricolore e presentando la nuova campagna contro l’odio di genere intitolata Omofobia vituperio delle genti, organizzata da un altro portale gay che ha sede a Pisa come Gay Magazine. Parafrasando la terzina dell’Inferno in cui Dante aveva definito la cittĂ  di Pisa come “vituperio”, il primo cittadino ha ricordato come proprio la cittĂ  da lui amministrata sia da sempre la sede ideale per la rivendicazione dei diritti lgbt. Pisa è stata teatro del primo Gay Pride italiano nel 1979 e il primo Comune ad aver adottato nel 1999 il registro delle Unioni Civili:

“Nella giornata mondiale dell’orgoglio omosessuale, - ha dichiarato il Sindaco - Pisa è orgogliosa d’essere un punto di riferimento nazionale per una battaglia che ha già distinto la nostra città. Oggi, in particolare, contro l’omofobia e contro ogni discriminazione, per denunciare le violenze che abbiamo visto anche nelle ultime settimane. Perché i fatti accaduti facciano riflettere e creino risposte inclusive e solidali”.

Con grande fierezza, il primo cittadino ha sottolineato quanto Pisa voglia e riesca a distante da qualsiasi forma di violenza a aggressioni, rifiutando la transfobia e l’omofobia. Dopo la conferenza stampa, tutti si sono recati sul Ponte di Mezzo, punto focale e di passaggio della città della torre pendente, dove Filippeschi ha voluto personalmente alzare e far sventolare la bandiera Queer per dare ancora più visibilità alla manifestazione e alla giornata del 28 giugno, scelta a livello mondiale come giornata dell’orgoglio omosex:

ponte di mezzo rainbow“Diamo un forte segno simbolico issando la bandiera rainbow, l’arcobaleno, sul pennone del Ponte di Mezzo. E io, nell’occasione, ho inaugurato una nuova fascia per il sindaco, con gli stessi colori, che richiamano l’impegno di tutte le cittĂ  a favore dei diritti e contro le violenze e le esclusioni. Una grande maggioranza dei cittadini pensa che le persone debbano essere fiere di ciò che sono e che la diversitĂ  sessuale debba e possa essere vissuta come un dono e non come una vergogna”. “In questa cittĂ  – ha concluso Filippeschi – abbiamo aperto strade che poi sono state di esempio per molti altri Comuni”.

Questi due eventi sottolineano come il rapporto tra comunità lgbt e comuni italiani si sta facendo sempre più stretto, e sopperisce alla mancanza istituzionale che esiste tutt’oggi nella normativa del nostro stato e alla negazione pervicace del Parlamento nei confronti dei diritti della comunità gay. Ricordiamo, tra i tanti sindaci arcobaleno, quello di Genova Marta Vincenzi, che partecipò attivamente al Gay Pride nazionale sotto la Lanterna del 2009, o Sergio Chiamparino, l’attuale primo cittadino di Torino che ha sposato simbolicamente una coppia lesbica.

Via – Arcigay

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Scritto da ANDREA CAMMARATA su giu 29 2010. Archiviato come 10, Cronaca It, ITALIA, Politica. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce

1 Commento per “Nell’indifferenza dello stato, i sindaci di Napoli e Pisa onorano il mondo gay”

  1. [...] in molti campi del sociale, una delle più progressiste in Italia. Come spesso succede, tocca ai Comuni agire là dove lo Stato non [...]

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