Milano: il Gaetano Pini non accetta le donazioni di sangue da uomini gay
1, ITALIA, omofobia venerdì, luglio 16th, 2010Pensavamo che certi fatti gravissimi di discriminazione e omofobia accadessero solo in paesi come la Cina, e invece anche in Italia ci sono molti istituti trasfusionali che non accettano sangue da persone dichiaratamente omosessuali. Il Gaetano Pini di Milano è uno di questi, e la denuncia è partita da un donatore storico della struttura, Gabriele, che ha fatto conoscere questa vicenda sul suo blog e sul suo profilo Facebook. Il ragazzo donava regolarmente da 8 anni il sangue, tanto da entrare in una lista dei donatori che avrebbero dovuto ricevere un riconoscimento proprio per il suo impegno profuso, ma l’altra mattina l’ospedale gli ha chiuso le porte in faccia per il suo orientamento sessuale. Gabriele ha una relazione stabile, e ha sempre dichiarato, negli 8 anni passati, di essere gay: “Non potevo credere alle mie orecchie – afferma il giovane amareggiato - fino a ieri il mio sangue andava benissimo, anzi mi chiamavano pure a casa se magari facevo passare troppo tempo tra una donazione e l’altra, è andato bene per oltre venti volte e oggi non va piĂą bene? Vi ho dato nove litri in otto anni e adesso non posso? E perchĂ© poi? Solo perchĂ© sono gay?”.
La responsabile del servizio, Elena Biffi, conferma il tutto via e-mail a un utente che le chiede maggiori chiarimenti: “Dopo l’integrazione del nostro Servizio Trasfusionale con il Centro Trasfusionale della Fondazione Policlinico, avvenuta lo scorso aprile, abbiamo adottato i medesimi criteri di selezione dei donatori, che attualmente non ammettono alla donazione persone di sesso maschile che abbiano avuto rapporti sessuali con persone di sesso maschile”.
Lo stesso Policlinico di Milano, negli anni precedenti, aveva risposto ad altri donatori confermando “la validitĂ dei suoi protocolli”, che non stanno piĂą nĂ© in cielo nĂ© in terra nel 2010.
La deputata PD Anna Paola Concia, da sempre sensibile ai temi della comunitĂ lgbt, ha deciso di intervenire subito per fermare questa vergogna: presenterĂ un’interrogazione al ministro della Salute, nella quale riporterĂ una serie di statistiche che dimostrano chiaramente come non ci sia alcun fondamento scientifico a questa decisione omofoba. “E’ ora che le cose cambino”, afferma la Concia. “Questa è una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione. Sulla base dei dati scientifici ufficiali, siamo in grado di dire che non c’è alcun fondamento a questa direttiva dell’ospedale”. “In Italia – conclude – ci sono 9 milioni di italiani che vanno a prostitute. Loro posso donare il sangue e i gay no? Siamo cittadini come gli altri e devono piantarla di trattarci come persone di serie B. E’ ora di farla finita”. Nel 2008, l’Istituto Superiore di SanitĂ ha reso noto che nel 44,4% dei casi la trasmissione del virus è avvenuta con un rapporto eterosessuale, e solo nel 23,7% dei casi, invece, c’è stato un rapporto omosessuale o bisessuale. Le statistiche sono confermate dai dati in possesso dell’OMS. L’interrogazione sarĂ firmata anche da Livia Turco, ministro della Salute dal 2006 al 2008, la quale si occupò di un caso simile. “Feci fare delle verifiche – ricorda la Turco - e deplorai il comportamento della struttura. Era un provvedimento immotivato e grave. La conclusione dei nostri accertamenti fu che nel nostro ordinamento non c’è nessuna direttiva che discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale. Insomma, quella norma non aveva alcuna ragion d’essere”. Per Rosaria Iardino, presidente del “Network Persone Sieropositive”, questa normativa non ha assolutamente basi scientifiche: “La lettera scritta dalla Turco fu molto importante perchĂ©, di fatto, chiariva che non si potevano escludere i soggetti omosessuali dalle donazioni. E’ chiaro che le Regioni, poi, sono autonome, ma ci sono delle direttive nazionali”.
Via – La Repubblica
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è giusto, l’omosessuale uomo, specialmente a Milano fa una vita troppo dissoluta.
[...] di Milano approda in Parlamento By: ANDREA CAMMARATA Pochi giorni fa c’eravamo occupati del rifiuto, da parte dell’ospedale Gaetano Pini del capoluogo lombardo, alla donazione di sangue da parte di [...]
[...] Il caso  nazionale era scoppiato pochi giorni fa quando un ragazzo gay aveva denunciato che all’ospedale Gaetano Pini di Milano era stato rifiutata la sua donazione per via del suo orientamento sessuale. C’è da dire che Gabriele, questo il nome del giovane rifiutato, donava da parecchi anni presso la stessa struttura e che l’ospedale si è difeso dichiarando che ha solo seguito il protocollo del Policlinico, a cui fa riferimento. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha posto un quesito al Consiglio superiore di sanitĂ , sollecitato dalle polemiche e le numerose richieste di intervento sorte dopo questo ennesimo episodio di omofobia nelle strutture sanitarie italiane. [...]