Coppie gay? Parte dal Comune di Padova la discriminazione per la casa
ITALIA, Omofobia, SCREEN lunedì, agosto 9th, 2010E’ una vera e propria contraddizione interna quella del Comune veneto, una delle prime amministrazioni italiane a rilasciare il certificato di famiglia anagrafica ad una coppia omosessuale, che dal 2011 restringerà il bando per l’assegnazione degli alloggi alle giovani coppie composte solo ed esclusivamente da un uomo e una donna. Nella nuova graduatoria per circa una decina di appartamenti potranno infatti entrare neosposi, nubendi e conviventi, ma obbligatoriamente di sesso diverso. Si a moglie e marito, promessi sposi e conviventi etero: un modo per trattenere a Padova, visti i prezzi esorbitanti degli affitti, le nuove famiglie che sarebbero costrette, come già fanno in migliaia, a emigrare nei comuni vicini.
“Abbiamo voluto privilegiare chi ha progetti di vita – ha dichiarato l’assessore alle politiche abitative Giovanni Di Masi – sarebbe giusto allargare il piano a ogni genere di coppia, è vero, ma abbiamo voluto evitare che si creino situazioni di comodo. Due estranei o quasi potrebbero dividersi un alloggio a prezzo politico. Mi sono interrogato sulla questione, ma non ho trovato un modo per inserire anche gli omosessuali avendo la certezza che si tratta di una vera e propria coppia “. Già da settembre Di Masi porterà una delibera in consiglio comunale su questo tema spinoso, a cui si oppone fermamente l’assessore e presidente regionale dell’Arcigay Alessandro Zan, padre del registro padovano per le coppie di fatto: “Non può esistere una cosa del genere – spiega – se si apre il bando anche ai conviventi non si possono fare delle discriminazioni. Si tratterebbe di una delibera incostituzionale. Sono sicuro che Di Masi, che è uomo di grande sensibilità e laicità, inserirà anche le coppie omosessuali nella delibera che porterà in consiglio comunale”. Forse Di Masi cederà alle pressioni e alle polemiche, e aprirà il bando anche alle coppie omosessuali, visto che con il registro delle coppie di fatto Padova ha equiparato di fatto le coppie gay a quelle eterosessuali, e attuare una discriminazione del genere sarebbe deleterio e offuscherebbe l’immagine di città friendly che il Comune veneto si è costruito negli anni passati.
“La mia è una lotta contro i furbi non alle coppie omosessuali. Non credo – sottolinea l’assessore incriminato – che le coppie omosessuali non abbiano progetti di vita o siano meno stabili di quelle eterosessuali. Nelle assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica il Comune di Padova si attiene rigorosamente ai criteri della legge regionale 10/96, che prevede la possibilità di presentare la domanda indistintamente per tutti i cittadini padovani, compresi i single e le coppie di fatto”. L’assessore ribadisce “l’interesse” del Comune e del suo assessorato di “favorire tutte le coppie di fatto, a prescindere dal sesso”. Sulla questione interviene anche il primo cittadino, che ha affidato a Facebook il proprio pensiero: “A Padova non c’è alcun regolamento riguardante le assegnazioni di case pubbliche che discrimini le coppie in base al loro orientamento sessuale, né è intenzione dell’amministrazione comunale approvare regolamenti discriminatori. La nostra è una città aperta e inclusiva, tra le prime in Italia ad approvare il registro delle famiglie anagrafiche per tutelare i diritti delle coppie di fatto, che comunque necessitano di una legge nazionale per essere pienamente riconosciute”.
Via – Corriere del Veneto
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