Club Kid, Jordan Firstman racconta la notte queer di New York
Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il primo lungometraggio di Jordan Firstman segue un promoter gay trentenne che scopre di avere un figlio di dieci anni. Arriva nelle sale italiane il 3 dicembre con I Wonder Pictures.
Dopo Cannes e Telluride, Club Kid è arrivato alla Festa del Cinema di Roma. È il primo lungometraggio di Jordan Firstman, classe 1991, comico molto seguito sui social e autore finora di alcuni cortometraggi. Firstman firma regia e sceneggiatura e interpreta il protagonista. Il film uscirà nelle sale italiane il 3 dicembre, distribuito da I Wonder Pictures.
Un promoter e un figlio inatteso
Peter ha trent’anni, è gay e di mestiere organizza serate nei club di New York, tra musica techno, alcol e droghe. Vive giorno per giorno con il suo giro di amici della comunità queer e del futuro si preoccupa poco. Un giorno scopre che una giovane donna inglese, conosciuta dieci anni prima in una dark room, ha avuto da lui un figlio, Arlo. La madre è morta e Peter sembra l’unico parente in grado di occuparsi del ragazzo, interpretato da Reggie Absolom.
Nel cast ci sono anche Cara Delevingne, Diego Calva, Eldar Isgandarov e Colleen Camp. Il tono è quello della commedia drammatica: la storia parla di paternità e di responsabilità, ma Firstman ha tenuto a renderla divertente.
Da Cannes all’acquisto di A24
Il film ha debuttato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard. A24 se lo è aggiudicato per 17 milioni di dollari, al termine di una gara tra distributori, e c’è già chi parla di possibili candidature agli Oscar. Alla conferenza stampa romana il regista ha definito l’esperienza “surreale ed emozionante” e ha raccontato di aver voluto un film personale, “piccolo” ma capace di parlare a tutti.
A sorprenderlo è stata soprattutto la varietà del pubblico che si è riconosciuto nella storia. A Telluride, dove in sala c’erano soprattutto spettatori bianchi e non più giovani, ha visto uscire anche uomini di settantacinque anni commossi.
La festa che dura troppo
Secondo Firstman, Club Kid racconta un uomo rimasto alla festa più a lungo del dovuto. È una condizione che, a suo dire, molte persone queer conoscono: sentono meno la spinta sociale a sposarsi e ad avere figli rispetto alle persone eterosessuali, e così può capitare di ritrovarsi nei club a trenta, quaranta o cinquant’anni, ripetendo comportamenti che finiscono per creare altri problemi.
Il regista ha frequentato la scena notturna di New York per quindici anni e ha cercato di riprendere quelle serate come se le si guardasse in diretta. Descrive una comunità piena di bellezza e di creatività, dove però la stessa sensibilità che alimenta quella vitalità è anche all’origine di molte difficoltà.
Fonte: ANSA
Foto di Mark Webb su Unsplash (immagine illustrativa)




