PMA per tutte, raccolte 50mila firme per la legge
La proposta di legge di iniziativa popolare dell'associazione Luca Coscioni vuole aprire la procreazione assistita alle donne single e alle coppie di donne. Sarà depositata in Parlamento a metà novembre.
La proposta di legge che vuole aprire la procreazione medicalmente assistita a tutte le donne ha superato le 50mila firme, la soglia richiesta dalla Costituzione per portare un testo di iniziativa popolare in Parlamento. La promuove l’associazione Luca Coscioni con la campagna “PMA per tutte”, e il deposito è previsto per metà novembre.
Cosa chiede la proposta
Il testo punta a estendere l’accesso alle tecniche di PMA alle donne single e alle coppie formate da due donne, che oggi in Italia ne sono escluse. La legge 40 del 2004 riserva infatti la procreazione assistita alle coppie eterosessuali, sposate o conviventi. Per questo molte coppie di donne si rivolgono a centri all’estero, in Spagna, in Belgio o in altri Paesi europei, con costi a proprio carico e spesso con difficoltà successive nel riconoscimento dei figli.
Per quanto riportato da ANSA, la proposta non si occupa della gestazione per altri e non riguarda le coppie di uomini.
I numeri della raccolta
La raccolta è cominciata l’11 giugno 2026, online e ai banchetti, e si chiuderà ufficialmente il 31 ottobre. Hanno aderito più di 50 associazioni e oltre 800 volontari hanno allestito tavoli in 30 città. I video di sostegno alla campagna, secondo i promotori, hanno superato i due milioni di visualizzazioni.
«Oltre cinquantamila persone hanno scelto di agire per un diritto», ha commentato Francesca Re, coordinatrice della campagna. Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’associazione, ha ricordato che finora la legge 40 è cambiata soprattutto grazie ai ricorsi nei tribunali e alle sentenze della Corte costituzionale. Ora chiede che il Parlamento discuta la proposta e si esprima nel merito, senza lasciarla in un cassetto.
Cosa succede adesso
Una volta depositata, la proposta dovrà essere assegnata a una commissione e messa in calendario. Il regolamento non obbliga le Camere a votarla in tempi certi, e in passato molti testi di iniziativa popolare non sono mai arrivati in aula. L’associazione Coscioni ha già annunciato che la mobilitazione continuerà anche dopo la consegna delle firme.
Per le famiglie con due mamme la questione è legata anche al riconoscimento dei figli. Nel 2025 la Corte costituzionale ha stabilito che la madre intenzionale deve poter essere riconosciuta fin dalla nascita quando il bambino nasce in Italia dopo una PMA fatta all’estero. L’accesso alle tecniche nel nostro Paese resta però precluso, ed è su questo punto che interviene la proposta.
Foto: Adam Bezer su Unsplash (immagine illustrativa).
Fonte: ANSA




