Referendum sull’educazione affettiva, sì della Cassazione
Il 27 ottobre la Cassazione ha dato il primo via libera alla richiesta di abrogare la legge 104/2026 sul consenso informato a scuola. Ora tocca alla Corte costituzionale valutare l'ammissibilità del quesito.
Il referendum sull’educazione affettiva contro la legge Valditara fa un passo avanti: il 27 ottobre 2026 la Corte di Cassazione ha dato il primo via libera alla richiesta di referendum abrogativo della legge 9 giugno 2026 n. 104, intitolata “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”. La norma è in vigore dal 7 luglio 2026.
Il comitato promotore si chiama “Sì educazione affettiva nelle scuole”. Dal 6 agosto ha raccolto 576.477 firme valide. Il quesito chiede l’abrogazione integrale della legge.
Cosa prevede la legge
Il testo vieta le attività di educazione sessuale e affettiva alla scuola dell’infanzia e alla primaria. Alle medie e alle superiori ogni attività su questi temi richiede il consenso scritto preventivo dei genitori, oppure dello studente se maggiorenne. La scuola deve dare l’informazione almeno sette giorni prima e consentire di visionare i materiali. Chi non aderisce segue un’attività alternativa.
Il Senato ha approvato la legge in via definitiva il 4 giugno 2026, con 78 voti favorevoli e 38 contrari.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara la definisce una “legge di libertà” e sostiene che non vieti l’educazione sessuale in chiave biologica, che resta nei programmi di scienze, né l’educazione al rispetto e alle relazioni. Chi la contesta ritiene invece che le regole sul consenso spingano le scuole a evitare del tutto questi temi.
Il dibattito pubblico è stato segnato dalle polemiche sulle cosiddette “teorie gender” e sui libri per l’infanzia che raccontano le famiglie arcobaleno. A ottobre, a Bologna, un genitore ha contestato l’uso in un nido comunale di due albi illustrati, tra cui “Piccolo uovo” di Francesca Pardi, illustrato da Altan e Premio Andersen 2012. Il Comune ha risposto che i nidi riconoscono con pari dignità tutte le famiglie.
I prossimi passi
Ora la Corte costituzionale deve pronunciarsi sull’ammissibilità del quesito, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione. Il giudizio non riguarda il merito della legge. Solo dopo un eventuale via libera si potrà fissare la data del voto, che al momento non è stata stabilita.
Perché il referendum sia valido serve il quorum: deve votare la maggioranza degli aventi diritto e i sì devono superare la metà dei voti validi. Nel frattempo la legge resta in vigore, anche per l’anno scolastico 2026-2027.
Cosa cambierebbe con l’abrogazione
Se la legge venisse abrogata cadrebbero i divieti e il consenso preventivo, ma non nascerebbe automaticamente una materia obbligatoria. L’Italia resta tra i pochi Paesi dell’Unione europea in cui l’educazione sessuale non è obbligatoria per legge.
Fonte: Adnkronos
Fonte: ANSA
Foto di Zoshua Colah su Unsplash (immagine illustrativa)




