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giovedì 29 Ottobre 2026

Due papà in un libro per bambini, proteste a Rabat

In una scuola francese della capitale marocchina alcuni genitori hanno denunciato un albo illustrato che mostra, tra le altre, una famiglia con due padri. Le autorità hanno chiesto chiarimenti all'istituto.

Un albo illustrato per bambini finito sugli scaffali della biblioteca di una scuola francese a Rabat ha scatenato le proteste di un gruppo di genitori. Il motivo è una pagina in cui compare un bambino che vive con due padri. Alcune famiglie hanno presentato una denuncia e si sono rivolte al ministro dell’Educazione marocchino, mentre le autorità del Paese hanno chiesto all’istituto di spiegare come quel libro sia arrivato agli alunni.

Il libro al centro della polemica

Si tratta di Le Jeu de cette famille, scritto da Annie Agopian, illustrato da Claire Franek e pubblicato nel 2009 dalle Éditions du Rouergue. È pensato per bambini tra i 3 e i 7 anni e ha la forma di un gioco di carte. La storia parte da un bambino che vive con mamma, papà e il cane; poi i genitori si separano e attorno a lui si formano nuovi nuclei familiari.

Il libro affronta con leggerezza la separazione e le famiglie ricomposte, e nelle sue pagine compaiono diverse situazioni: un bambino adottato, un orfano, un bambino nato grazie alla fecondazione in vitro e uno cresciuto da due papà. Secondo quanto riportato da ANSA, è proprio quest’ultima immagine ad aver provocato le reazioni più dure.

La denuncia dei genitori e la risposta della scuola

I genitori che hanno sporto denuncia sostengono che il testo sia in contrasto con i principi dell’Islam. Contestano la responsabilità dell’istituto, una scuola missionaria francese di cui non è stato reso noto il nome, e chiedono controlli più severi sui materiali messi a disposizione degli studenti. La vicenda è stata ripresa anche dalla stampa locale.

La scuola, che definisce il proprio approccio «laico, ma rispettoso», ha detto di aver avviato un confronto con le famiglie. Pur rivendicando l’importanza di un’apertura verso il mondo, l’istituto afferma di rispettare i riferimenti culturali del Marocco e di scegliere i materiali didattici in base all’età degli alunni e al contesto in cui lavora. Ora rischia un procedimento giudiziario, anche se non è chiaro su quali norme potrebbe basarsi.

Il contesto marocchino

In Marocco i rapporti tra persone dello stesso sesso sono ancora reato: l’articolo 489 del codice penale prevede il carcere da sei mesi a tre anni. Le famiglie omogenitoriali non hanno alcun riconoscimento e la rappresentazione di coppie gay, anche in un libro per l’infanzia, resta un tema molto sensibile nel dibattito pubblico.

Il caso mostra anche la posizione scomoda delle scuole straniere che operano nel Paese. Seguono programmi e cataloghi pensati in Europa, dove libri come quello di Agopian e Franek sono usati da anni per parlare ai bambini delle tante forme che può avere una famiglia, ma lavorano dentro un ordinamento che punisce l’omosessualità.

Foto: Zoshua Colah su Unsplash (immagine illustrativa).

Fonte: ANSA