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martedì 3 Novembre 2026

Diritti LGBT in Italia: cosa prevede la legge oggi, dalle unioni civili al DDL Zan

Unioni civili, matrimonio, adozioni, tutela contro le discriminazioni, diritti delle persone trans: lo stato dei diritti LGBT in Italia, legge per legge, con le sentenze più recenti.

Quali sono oggi i diritti LGBT in Italia? La risposta breve: le coppie dello stesso sesso possono unirsi civilmente dal 2016, le persone trans possono cambiare nome e genere sui documenti, il lavoro è tutelato contro le discriminazioni. Mancano invece il matrimonio egualitario, una legge contro i crimini d’odio omotransfobici e regole chiare sui figli delle coppie omogenitoriali. Nella Rainbow Map 2025 di ILGA-Europe, la classifica che misura le tutele legali nei Paesi europei, l’Italia si colloca al 35° posto su 49.

Qui facciamo il punto norma per norma. Se ti interessa come ci si è arrivati, leggi la nostra storia del movimento LGBT in Italia.

Unioni civili: cosa prevede la legge Cirinnà

La legge 76 del 20 maggio 2016 ha introdotto l’unione civile tra persone dello stesso sesso. Si costituisce davanti all’ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni, e garantisce gran parte dei diritti e doveri del matrimonio:

  • obbligo reciproco di assistenza morale e materiale e di coabitazione;
  • comunione dei beni come regime patrimoniale di base, salvo scelta diversa;
  • diritti successori, pensione di reversibilità e possibilità di scegliere un cognome comune;
  • diritto di visita e di decisione in caso di ricovero del partner.

Le differenze con il matrimonio restano. Non è previsto l’obbligo di fedeltà, lo scioglimento non passa dalla separazione e, soprattutto, la legge non consente l’adozione del figlio del partner (la stepchild adoption), stralciata durante l’iter parlamentare. La stessa legge disciplina anche le convivenze di fatto, aperte a coppie etero e omosessuali.

Matrimonio egualitario e adozioni

In Italia il matrimonio resta riservato alle coppie di sesso diverso. Le coppie unite civilmente non possono adottare insieme un bambino. In questi anni sono stati i giudici a colmare parte del vuoto: la Cassazione ammette da tempo l’adozione “in casi particolari” del figlio del partner, e nel 2025 la Corte costituzionale ha aperto l’adozione internazionale anche alle persone single, a prescindere dall’orientamento. Sul riconoscimento dei figli nati da procreazione assistita all’estero, sempre nel 2025, la Consulta ha dato ragione a due madri: ne parliamo nel dettaglio nell’articolo sulle famiglie arcobaleno.

Sul fronte opposto, con la legge 169 del 2024 la gestazione per altri è diventata reato anche quando viene praticata all’estero da cittadini italiani, dove sia legale.

Discriminazioni e crimini d’odio: il nodo del DDL Zan

Il decreto legislativo 216 del 2003 vieta le discriminazioni per orientamento sessuale nell’accesso al lavoro e nelle condizioni di impiego. Non esiste invece una norma penale specifica sui reati motivati da omofobia o transfobia: la legge Mancino del 1993 punisce l’istigazione all’odio per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi, ma non cita orientamento sessuale e identità di genere.

Il DDL Zan voleva estendere quelle tutele. Approvato dalla Camera nel novembre 2020, è stato fermato in Senato il 27 ottobre 2021 e non è più tornato in aula. Alcune Regioni, a partire dalla Toscana nel 2004, hanno approvato leggi regionali contro le discriminazioni, con effetti limitati alle competenze regionali. Su quanto pesa questa assenza nella vita quotidiana delle persone trans abbiamo scritto un approfondimento dedicato alla transfobia.

I diritti delle persone trans

La legge 164 del 1982 consente di rettificare il sesso anagrafico con una sentenza del tribunale. Nel 2015 Cassazione e Corte costituzionale hanno chiarito che l’intervento chirurgico non è obbligatorio per ottenere il cambio dei documenti. Nel 2024 la Consulta è tornata sul tema, alleggerendo il percorso giudiziario e invitando il Parlamento a occuparsi delle persone non binarie, che oggi non hanno alcun riconoscimento legale. Molte scuole e università hanno adottato la “carriera alias”, che permette di usare il nome scelto nei registri interni.

Domande frequenti sui diritti LGBT in Italia

Le coppie gay possono sposarsi in Italia?

No. Possono costituire un’unione civile, che garantisce molti degli effetti del matrimonio ma non tutti. I matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso vengono trascritti in Italia come unioni civili.

Che differenza c’è tra unione civile e matrimonio?

Le principali sono tre: nell’unione civile manca l’obbligo di fedeltà, non c’è la fase della separazione prima dello scioglimento e non è possibile adottare. Per il resto, dai diritti ereditari alla reversibilità, le tutele sono equiparate.

Cosa prevedeva il DDL Zan?

Estendeva le aggravanti e il reato di istigazione all’odio già previsti per motivi razziali e religiosi anche ai casi legati a sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Prevedeva inoltre una giornata nazionale contro l’omolesbobitransfobia il 17 maggio.

A chi rivolgersi in caso di discriminazione?

All’UNAR, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali che si occupa anche di orientamento sessuale e identità di genere, alla Gay Help Line (800 713 713) o agli sportelli legali delle associazioni LGBT, come la Rete Lenford.

Fonti