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giovedì 29 Ottobre 2026

Glossario LGBTQIA+: i termini da conoscere, dalla A alla Z

Ally, cisgender, deadname, genderfluid, misgendering, outing, pansessuale, queer: il glossario dei termini LGBTQIA+ spiegati in modo semplice, con le parole da evitare.

Le parole cambiano con le persone che le usano, e il vocabolario LGBTQIA+ si è arricchito molto negli ultimi anni. Questo glossario dei termini LGBT raccoglie le definizioni più cercate, in ordine alfabetico, con una regola di fondo: quando non sai come una persona si definisce, chiedilo. Per il significato delle singole lettere della sigla rimandiamo alla guida LGBTQIA+: significato.

Termini legati all’orientamento sessuale e romantico

  • Aromantico: chi prova poca o nessuna attrazione romantica. Può provare o meno attrazione sessuale.
  • Asessuale (ace): chi prova poca o nessuna attrazione sessuale. È un orientamento, non un problema medico né una scelta di castità.
  • Bisessuale: chi è attratto da più di un genere.
  • Demisessuale: chi prova attrazione sessuale solo dopo aver creato un forte legame emotivo.
  • Eterosessuale: chi è attratto da persone di un genere diverso dal proprio.
  • Omosessuale: chi è attratto da persone del proprio genere. Oggi si preferiscono spesso “gay” e “lesbica”, perché “omosessuale” richiama il linguaggio medico del passato.
  • Pansessuale: chi è attratto dalle persone indipendentemente dal loro genere.

Termini legati all’identità e all’espressione di genere

  • Agender: persona che non si identifica con alcun genere.
  • AFAB / AMAB: sigle inglesi per “assigned female/male at birth”, cioè persona a cui è stato assegnato il sesso femminile o maschile alla nascita.
  • Cisgender: chi si riconosce nel genere assegnato alla nascita.
  • Disforia di genere: il disagio che alcune persone trans provano per la discrepanza tra il proprio corpo e la propria identità.
  • Drag queen / drag king: artisti che interpretano in scena, in modo esagerato e teatrale, un genere. Fare drag non dice nulla sull’identità di genere di chi si esibisce.
  • Genderfluid: persona la cui identità di genere varia nel tempo.
  • Intersex: persona nata con caratteristiche sessuali che non rientrano nelle definizioni tipiche di maschile o femminile.
  • Non binario: chi non si riconosce in modo esclusivo come uomo o come donna.
  • Transgender: chi ha un’identità di genere diversa da quella assegnata alla nascita.
  • Transizione: il percorso, sociale, legale e a volte medico, con cui una persona trans vive secondo la propria identità.

Le differenze tra queste dimensioni sono spiegate per esteso nell’articolo sull’identità di genere.

Termini legati alla vita sociale e alle discriminazioni

  • Ally (alleato): persona non LGBTQIA+ che sostiene attivamente i diritti della comunità. Vedi la nostra guida su come essere un ally.
  • Coming out: rivelare per scelta il proprio orientamento o la propria identità. Ne parliamo in coming out: significato.
  • Deadname: il nome assegnato alla nascita che una persona trans non usa più. Usarlo di proposito è una forma di mancanza di rispetto.
  • Eteronormatività: l’idea, spesso inconsapevole, che l’eterosessualità sia la norma e tutto il resto un’eccezione.
  • Misgendering: riferirsi a una persona con un genere o dei pronomi che non sono i suoi.
  • Omofobia, bifobia, transfobia: ostilità, paura o discriminazione verso persone gay e lesbiche, bisessuali o trans. Approfondisci nell’articolo sulla transfobia.
  • Outing: rivelare l’orientamento o l’identità di un’altra persona senza il suo consenso.
  • Queer: termine ombrello per chi non si riconosce nelle norme eterosessuali e cisgender, nato come insulto e poi rivendicato.
  • Rainbow washing: quando un’azienda usa i colori arcobaleno a fini di marketing senza un impegno concreto verso la comunità.

Parole da evitare e alternative

Alcune espressioni sono ancora comuni ma risultano offensive o imprecise:

  • “Il trans” riferito a una donna trans: si dice “la donna trans” o “la persona trans”.
  • “Transessuale”: termine medico ormai superato nell’uso comune, sostituito da “trans” o “transgender”.
  • “Scelta sessuale” o “preferenza sessuale”: l’orientamento non si sceglie, meglio “orientamento sessuale”.
  • “Ermafrodita” riferito alle persone: il termine corretto è “intersex”.

Per l’uso di schwa, asterisco e pronomi neutri abbiamo una guida dedicata al linguaggio inclusivo.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra gay e queer?

“Gay” indica un orientamento preciso, l’attrazione per persone dello stesso genere. “Queer” è più ampio e politico: lo usa anche chi non vuole definirsi con un’etichetta specifica.

Pansessuale e bisessuale sono la stessa cosa?

Sono vicini e in parte sovrapposti. Molte persone pansessuali sottolineano che il genere non conta nella loro attrazione; molte persone bisessuali usano la parola in senso altrettanto ampio. Vale l’etichetta che la persona sceglie per sé.

Cosa vuol dire deadname?

È il nome anagrafico precedente di una persona trans. Va evitato, anche quando si parla del suo passato.

Fonti